I chiostri di Vicenza
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Santa Corona
Orto medicinale monastico
Fino all'introduzione dei farmaci chimici di sintesi, si utilizzavano in terapia sostanze vegetali (la grande maggioranza), animali e minerali, denominate "semplici" (ossia medicamente semplici) che, opportunamente combinati, costituivano i medicamenti composti. L'esistenza nei monasteri di orti per la coltivazione delle piante medicinali, spesso situati in prossimità delle infermerie e delle spezierie, è documentata già nel primo Medioevo. Nel chiostro di Santa Corona è stato realizzato un orto medicinale monastico, in gran parte sulla base di un elenco delle piante coltivate nell'orto medicinale del monastero benedettino padovano di Santa Giustina nel 1752. Le piante scelte per la realizzazione di questo orto medicinale monastico erano tutti ingredienti dell' "Oglio di Santa Giustina", celebre medicamento, prodotto dalla spezieria di quel monastero, cui venivano attribuiti importanti "virtù" terapeutiche. Tale medicamento era così ricercato da essere oggetto di innumerevoli imitazioni tanto da indurre i Provveditori della Sanità della Serenissima ad emanare alcune terminazioni (ordinanze) per proteggere l'esclusiva del monastero padovano.
Progetto: arch. Paola Bussadori
Direzione lavori: dott. Giancarlo Cassina
Direzione scientifica: prof.ssa Elsa M. Cappelletti
Collaborazioni: Orto Botanico Università di Padova
AMCPS di Vicenza
Garden Club Vicenza -
San Marcello (Liceo Pigafetta)
Un giardino del pensiero per un luogo di studio e meditazione
Un tappeto di fiori blu, azzurri e bianchi per un luogo di studio e meditazione. Alcune idee nel giardino di fine millennio: ritrovare la semplicità, godere la natura, capire la complessità dei processi naturali, accettare l'evoluzione, il mutamento, il cambiamento. Considerare il mondo intero come il nostro giardino. Un tappeto di fiori nomadi che sapranno nelle stagioni spostarsi, cambiare il disegno geomentrico in cui li poniamo nel momento della costruzione. Dalla geometria del pensiero alla libertà delle forme naturali: nella griglia logica inseriamo elementi vivi, che liberamente cambieranno la griglia, nella prima stagione e ancor di più negli anni successivi. La percezione dei nostri sensi è limitata, la ricchezza delle variazioni anche in un solo colore è incommensurabile come la nostra capacità di cogliere le sfumature.
Progetto: Paesaggista Beppe Provasi
Realizzazione: Vivaio Zanella-Malo
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San Lorenzo
La Croce e la rosa o dell' attualità di uno spazio conventuale
Il senso di calma che scaturisce dalla dimensione di questo hortus conclusus vicentino è scandito dal ritmo regolare delle arcate per la passeggiata coperta, mentre il percorso all'aperto è sengato dalle quattro aiuole verdi a forma di croce, universale simbolo che orienta nello spazio e nella fede. Nel punto di intersezione dato dalle quattro linee bianche dei vialetti, aperti come braccia da est a ovest e come corpo da nord a sud, sta un pozzo d'acqua a simboleggiare un "quinto elemento" vitale come l'aria serena del convento e la luce rifratta dal calmo ritmo del colonnato. Attorno a questo ordinato crocevia abbiamo voluto piantare un tappeto quadrato di candide rose, chiaro simbolo della riservatezza, del silenzio e della discrezione a guardia dell' acqua, sorgnte di ogni forma di vita. Ma la purezza di questi fiori sottolinea anche l'importanza dell'acqua, quinto elemento del giardino, quinto punto cardinale di un piccolo mondo pacificato, che viene richiamato all'attenzione del visitatore dal profumo della lavanda, odorifera erba aromatica, forte nella pianta e delicata nella fragranza, che col suo colore violetto rimanda al bisogno di spiritualità proprio del luogo. A coronare e ingentilire ulteriormente il chiostro di San Lorenzo, sono mediterranee piantine erbacee di acanto, che fin dai tempi di Callimaco hanno dato ispirazione per creare capitelli ornamentali ai monumenti più importanti dell' antichità.
Progetto: Paesaggista, arch. Ewa Borkowska Soltan
Collaborazione: Anna Claudia Chemello
Piante e realizzazione: Garden Club Vicenza
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San Rocco
Il chiostro all' italiana
Per il primo chiostro compiutamente rinascimentale di Vicenza, che ha conservato nei secoli, anche nel giardino, la sua struttura sia pure non originaria, ma comunque composta e solenne, abbiamo pensato ad un intervento di essenziale sobrietà. Abbiamo scelto il disegno di un classico giardino all'italiana impostato sull'alloro e sul bosso, a perimetrare e a scandire le forme delle aiuole, partendo dal centro stabilito dalla monumentale vera da pozzo. Gli unici elementi cromatici non invadenti, oltre al verde delle piante e del nuovo manto erboso, sono le bordure di erigeron in necessario e intenzionale accordo con i materiali impiegati tra '400 e '500 nella definizione architettonica del complesso.
Progetto: Garden Club Vicenza
Realizzazione: A.N.A.- Sezione di Vicenza
